I
Maestri Liutai Migani costruiscono, riparano e restaurano
violini, viole, violoncelli e contrabassi

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Libro
a cura di Tarcisio Migani con la presentazione di Piero Gargiulo che raccoglie
gli atti della giornata di studi "Da Stradivari al Novecento:
Le Radici della Liuteria Italiana". 13
Aprile 2003 VII Disma Music Show, Fiera di Rimini. Appendice sulla costruzione dell'Arco di Primo Papini.
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PRESENTAZIONE
Mi piace affidare queste brevi note introduttive a una riflessione di Eduard Melkus, violinista e direttore d'orchestra austriaco, attivo tra gli anni Sessanta e Settanta:
Pochi strumenti hanno avuto altrimenti importanza del violino nello sviluppo della musica occidentale. Se si pensa che il violino è nato all'inizio del XVI secolo, che dal Seicento circa fu lo strumento più usato [...], si può con ragione affermare che ha avuto un ruolo di preminenza nella musica barocca, classica e romantica, ossia nei tre maggiori periodi della storia della musica europea. E' appena credibile che questo piccolo strumento composto da semplici pezzi di legno tagliati e incollati con quattro corde soltanto, un'estensione e una sonorità relativamente deboli, abbia acquistato tanta importanza nella musica. Questo prodigio è uno dei fenomeni incomprensibili della storia della civiltà, che prova ancora una volta come il grande e il potente non sono di necessità i più importanti.
Il passo connota con estrema linearità
il percorso del violino nella storia e nell'evoluzione del repertorio che a
questo strumento deve la sua diffusione e la sua perenne fortuna. Rivisitarne
alcuni momenti, utilizzando i contributi di studiosi ed esperti in materia,
è stata la finalità primaria dell'incontro di studio, i cui Atti
sono qui raccolti a documentare le molteplici prospettive di indagine e di riflessione
critica che ognuno dei relatori ha inteso offrire.
Di qui le origini (storia e testimonianze teoriche) e gli sviluppi della liuteria
(tecniche di costruzione e ricerca sonora), la produzione (prassi esecutiva,
autori e interpreti) e la 'visualità' di un mirabile artigianato (la
dura disciplina della bottega e la continuità generazionale di celeberrime
famiglie di liutai). Un'occasione - e insieme un evento - che arricchisce il
panorama delle iniziative musicali e musicologiche dedicate appunto alle "radici"
della liuteria italiana e che concorre a riscoprire tutto il fascino di una
"storia nella storia": la storia della liuteria come capitolo sostanzioso
ed eccellente della storia della musica, ovvero un trait d'union che concerne
i repertori, lo stile, le forme, i generi.
E se il periodo compreso tra il Cinquecento
e il Settecento fa da cornice dinamica e consistente a questo intreccio di "storie",
qui rivissute attraverso le citazioni di protagonisti della trattatistica (da
Jambe de Fer a Mersenne), della produzione (da Uccellini a Corelli a Tartini)
e della più illustre tradizione liutaria (da Amati a Guarneri e Stradivari),
la sequenza dei contributi di studio non ha mancato di aprire ai secoli successivi
e in particolare al Novecento, con i problemi legati al restauro e al riuso
degli strumenti e con interessanti notizie sull'attualità dell'artigianato
liutario, particolarmente attivo nelle scuole del Nord Italia.
Ben volentieri dunque, nel presentare questo
volume (debitore alla puntuale curatela di Tarcisio Migani) esprimo il forte
auspicio di rinnovare le opportunità di incontri come quello qui organizzato:
per avvicinare ancora meglio alla musicologia tematiche afferenti alla disciplina
organologica, per ritrovare contesti comuni di riscoperte e di nuove indagini,
per avvalersi di un reciproco scambio di competenze, utile ad una sempre più
costruttiva dialettica del confronto.
"La voce di codesti strumenti è ammirabile per sonorità e per forza nelle grandi sale", osservava Fétis in pieno Ottocento, sui violini di Giuseppe Guarneri del Gesù, così come anche riscontrava, in quelli di Antonio Stradivari, la grazia delle forme, la finitezza degli accessori, lo splendore delle vernici: che siano dunque l'incanto del suono e l'eleganza della fisionomia a rimarcare la continuità di una storia che non finisce di sorprendere e che, proprio per questo, non finisce di coinvolgerci come osservatori, come studiosi, come ascoltatori.
Piero Gargiulo
Società Italiana di Musicologia
Settore Progetti di ricerca
INTRODUZIONE
Le radici che sostengono la moderna liuteria
"classica" (e non c'è, come vedremo, contraddizione nei termini)
promanano dal XVII secolo e di bottega in bottega, di generazione in generazione,
talvolta da padre in figlio, da un secolo all'altro, pur attraversando crisi
profonde, si sono propagate, moltiplicate e rinvigorite vivificando la tradizione
che si rinnova e si personalizza nell'arte dei maestri liutai del 2000, molti
dei quali si affacciano con autorevolezza nel terzo millennio.
Ne costituisce una prova la stessa mostra Tre secoli di liuteria italiana, della
quale è stato pubblicato un catalogo pregevole sia per la veste editoriale,
sia per le fotografie e le schede tecniche relative agli strumenti ed ai loro
autori.
Il Convegno prende lo spunto proprio da questa
mostra di strumenti, presentati dal Prof. Artemio Versari e dal Maestro Claude
Lebet, costruiti da quei liutai che hanno fatto la storia della liuteria italiana
dal Settecento (il periodo classico con la maestosa figura di Stradivari, con
il grande Guarneri del Gesù, con Guadagnini, Montagnana, ecc.) all'Ottocento
(con i Rocca, i Bisiach, Fiorini, Praga, Pressenda, ecc.) fino al Novecento
con Candi, Fagnola, Antoniazzi ed ancora Capicchioni, Garimberti, Poggi, Pollastri,
liutai emiliano-romagnoli, questi ultimi quattro, a dimostrazione ancora una
volta dell'ottima tradizione della nostra regione.
L'impegno che caratterizza la nostra azione
costante è sempre quello di divulgare il più possibile le conoscenze
del mondo della liuteria, dei suoi rappresentanti, eccelsi o minori e dei legami
con i musicisti, presso il maggior numero di curiosi, di appassionati, di praticanti
e di addetti ai lavori, anche quando sembra sia stato detto e scritto tutto.
E per quante pubblicazioni relative ai liutai
ed alla liuteria siano state edite, riteniamo sempre molto utile dimostrare
di quale e quanto patrimonio culturale siamo eredi e depositari e con i fatti
desideriamo rendere sempre più accessibile questo mondo affascinante,
la cui componente maggiore, oltre allo spessore culturale e storico in senso
stretto, non è il "mistero" o l'esoterismo" che talvolta
pare lo circondi, ma l'arte pura e tangibile in una delle sue forme più
rappresentative; vita brevis, ars longa, scomodando Seneca.
Ecco perché abbiamo voluto esporre 24
"perle" di strumenti tra cui una in particolare, un Violino Stradivari
del 1727, è stata utilizzata per una grande esecuzione da parte del Prof.
Cristiano Rossi, gratificando sia il versante liutario, sia quello strettamente
musicale.
Ecco perché è stato pubblicato il catalogo che fissa nel tempo
la mostra ed è stato organizzato il convegno, forte della partecipazione
di rappresentanti di grande levatura, in ambito liuteristico, musicale e musicologico.
Ed ecco anche perché abbiamo ricreato il banco di lavoro del liutaio,
grazie al supporto dei maestri della Scuola di Liuteria di Pieve di Cento, del
laboratorio di Liuteria Classica Migani di Rimini e all'aiuto di alcuni allievi
della Scuola di Liuteria di Milano, mostrando dal vivo alcune fasi della costruzione
dello strumento ad arco che affascinano sempre.
Lo stesso manifesto sulle "Giornate degli
archi", riprodotto in copertina, ne è un contributo: nell'immagine,
opera di Gianni Zattarin, sono evidenziate le date "1644-1737" a ricordare
la longevità di Antonio Stradivari; un pentagramma percorre la storia
e conduce dai neumi alla moderna notazione musicale, sovrastato da un grande
strumento ad arco. Una figura femminile lo sorregge, moderna musa ispiratrice
e creatrice, immersa nella luce multicolore di una galassia di simboli zattariniani,
quale plancton che ne nutre la fertilità.
I nostri sforzi sono stati notevoli sia sotto
l'aspetto tecnico organizzativo sia sotto l'aspetto finanziario (ancorché
leniti dall'encomiabile contributo di Rimini Fiera SpA, dalla disponibilità
del Disma Music Show e dai citati Enti ed Aziende), ma premiati dall'affluenza
dei visitatori, dai complimenti ricevuti e dagli auspici formulati per un proseguimento
in questa direzione.
Desideriamo dunque ringraziare Rimini Fiera
per gli spazi concessi, e Dismamusica per l'ospitalità all'interno del
Disma Music Show; gli Enti e le Aziende che con il patrocinio ed il sostegno
finanziario hanno reso possibili l'organizzazione della mostra contribuendo
alla realizzazione del catalogo, del convegno e dei concerti: la Provincia di
Rimini, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Rimini,
la Banca di Rimini Credito Cooperativo, la Fondazione Cassa di Risparmio di
Rimini, Civis Augustus Istituto di Vigilanza di Rimini, la Liuteria Classica
Migani di Rimini, la Chef Pronto Service Srl di San Clemente di Rimini, la Confcommercio
di Rimini.
Un attestato di stima all'Assessore alla Cultura
della Provincia di Rimini Ferdinando Piccari per la sua elegante prefazione
al catalogo.
Un meritato plauso al pittore Gianni Zattarin per il disegno del manifesto ispirato
all'evento.
Non possono quindi che far piacere il saluto
e le congratulazioni del Prof. Guido Zangheri, stimato Direttore dell'Istituto
Musicale Pareggiato "Giovanni Lettimi" di Rimini, quando dice di essere
rimasto ammirato del risultato di questa mattinata di studio e di doversi complimentare
con i liutai Migani di Rimini e con il Disma per essere stati capaci di portare
al Disma Music Show, che non è certamente una sede deputata alla liuteria
ed alla musica colta, una manifestazione di questo tipo, con una mostra di grandissimo
pregio, costellata da una serie di eventi musicali di altissimo livello.
Onore al merito, afferma il Prof. Guido Zangheri
(ospite anche nella scorsa edizione e fautore dell'idea di poter contornare
il convegno e la mostra con eventi musicali), per essere riusciti a ricavare
questa nicchia all'interno di una Fiera che si rivolge, soprattutto, a strumenti
di consumo.
Inoltre egli ha voluto sottolineare e ribadire l'impegno da parte sua di trovare
un collegamento più stretto fra l'Istituto Musicale, allievi ed insegnanti,
ad esempio coltivando una tipologia di ricerca e studio sulla liuteria come
si è dimostrato in questa occasione.
Ed anche Andrea Balboni, quale Presidente della
Scuola di Artigianato del Centopievese (nelle province di Bologna e Ferrara)
e quindi a buon titolo parte in causa, giudica particolarmente interessante
il convegno. Egli precisa che fra i vari indirizzi di apprendimento della Scuola
che presiede, è attivo dal 1982 un centro di Liuteria Classica. L'impegno
dei fondatori era ed è quello di mantenere vivi quei mestieri che rischiano
di scomparire.
Maestri liutai come Gotti e i Carletti, citati dai relatori, hanno personalizzato,
seguendo la tradizione, la loro attività e hanno trasmesso alla Scuola
di Liuteria quell'impulso che oggi permette ad essa di crescere notevolmente.
In ambito nazionale, forse caso più unico che raro, la Scuola del Centopievese
porta avanti ben 11 discipline che vanno dall'intaglio e restauro ligneo, ai
lavori di vetro, alla cartapesta, alla liuteria per la quale sono attivi due
corsi, uno amatoriale ed uno professionale.
Sempre Balboni ha tenuto a sottolineare che
il Centopievese, territorio che si estende diviso fra due province (Bologna
e Ferrara) è unito dalla grande volontà di mantenere particolarmente
attiva la sua arte liutaria.
E ancora una volta ringraziamo il Dott. Antonio
Monzino jr, Presidente di Dismamusica, e rappresentante di una delle più
numerose famiglie di liutai lombardi attiva già dal Settecento, che ha
voluto esprimere il proprio sentito plauso per l'iniziativa, ringraziando Artemio
Versari, Claude Lebet e i Fratelli Migani per la suggestiva mostra allestita
e per aver contribuito a valorizzare la raffinatezza della liuteria italiana,
sia storica, sia contemporanea, con l'auspicio che la diffusione della cultura
musicale, fatta anche di conoscenza degli strumenti e della loro storia, riesca
ad occupare nuovamente un posto di primo piano nel panorama culturale italiano.
Esprimiamo infine un sentito ringraziamento al Prof. Piero Gargiulo, musicologo e responsabile del settore Progetti di ricerca della Società Italiana di Musicologia, per aver accolto l'invito a condurre il convegno e per la costante disponibilità a seguire la nostra iniziativa.
Tarcisio Migani
Laboratorio di Liuteria Classica Migani
Associazione Liutaria Italiana di Cremona
Società Italiana di Musicologia